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Parco San Valentino a Pordenone: conclusi i lavori del primo parco inclusivo d’Italia

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Articolo Paysage – Topscape 42

 

Intreccio di valenze storiche e naturali legate all’origine di Pordenone, città d’acqua e di opifici, il Parco Urbano di San Valentino è oggi un parco inclusivo, dove il disegno del paesaggio è protagonista nel creare relazioni ed emozioni accessibili a tutti.
L’area giochi dialoga con il paesaggio perché progettata e non assemblata. Gli accorgimenti derivati dal mondo della disabilità trovano una nuova declinazione e diventano occasione per sperimentare, senza accorgersene, i vantaggi dell’accessibilità.

Leggere un libro all’ombra degli alberi, osservare le oche nell’acqua, giocare insieme ad altri bambini sono esperienze possibili per chiunque al Parco inclusivo di San Valentino, inaugurato a settembre 2020 e finanziato dalla Fondazione Pier Antonio Locatelli Onlus. L’approccio progettuale è discreto, volto a valorizzare quanto già presente – l’edificio ex Cartiera Galvani, il lago di San Valentino, le alte alberature, le aree di risorgiva – raccordando episodi che si svelano poco a poco. Passeggiando, si scopre un paesaggio composto da elementi che – secondo i principi dello Universal Design – accolgono, accompagnano, suggeriscono molteplici modalità d’uso rivolgendosi indifferentemente a bambini, adulti e anziani a prescindere dalle caratteristiche individuali determinate da età o da disabilità, sia essa motoria, sensoriale, cognitiva: questa è l’essenza del parco inclusivo. La qualità dei percorsi definisce il primo requisito: affinché un luogo sia inclusivo è evidente che deve essere anzitutto raggiungibile. Nel progetto, i percorsi ripropongono i tracciati esistenti; ne sono state invece ristudiate le pendenze trasversali e longitudinali: queste ultime, accentuate nel tratto antistante l’ex Cartiera, sono state risolte creando percorsi dove aree in piano interrompono tratti con pendenza costante e contenuta, raggiungendo il limite del 5% solo in alcuni brevi segmenti.

Nuove pavimentazioni in Sarone stabilizzato, proveniente da cave locali, hanno sostituito il ghiaino sciolto, ottenendo sentieri dall’aspetto naturale ma facili da percorrere. La comunicatività ambientale dei percorsi si esplicita nella guida naturale integrata – costituita dal cordolo color terracotta presente lungo il percorso ciclopedonale

– e nel cambio di materiale che segnala le “stanze all’aperto”, salottini defilati dal passaggio e circondati da alberi e cielo dove la disposizione delle panchine, di tipi diversi, può accogliere in modo spontaneo un passeggino o una persona in sedia a rotelle; ogni stanza all’aperto guida lo sguardo a scoprire una delle ricchezze del parco, come la delicata bassura con rivoli di acqua sorgiva e Carex spp. Primo tra le ricchezze del parco è il lago di San Valentino, per anni nascosto da una fitta siepe. Per riscoprirlo, sulla sua sponda è stata adagiata una passerella a tre livelli, collegati tra loro sia da gradini sia da lievi rampe, dalla quale è possibile affacciarsi sull’acqua, scorgere la storica villa Poletti-Marchi, osservare la fauna che abita il lago, raggiungere il ristoro che si apre sul livello più alto ed è ora dotato di una suggestiva area per le consumazioni. Sullo sfondo, attorniata dalle fronde degli alberi, appare l’area giochi.

Dall’incontro tra natura, elementi disegnati dal progetto e giochi free-standing deriva un paesaggio ludico da interpretare, dove giochi spontanei e di fantasia possono nascere dalle ambientazioni. Nella definizione delle esperienze di gioco, punto di partenza del progetto, si è scelto di privilegiare il giocare insieme, studiando soluzioni anche per bambini con disabilità: il bambino può inventare il proprio gioco e superare piccole grandi sfide con l’aiuto dei genitori, con gli amici, da solo. Le superfici colorate delle pavimentazioni si piegano e diventano morbide panchine che circondano e proteggono, diventano volumi con altezze da conquistare in modo diverso – scalando, salendo la scala, percorrendo la rampa: superfici e volumi sono paesaggio che si fa racconto, ispirandosi alla storia del sito e dell’ex Cartiera. Nel parco giochi inclusivo la scoperta e la conoscenza attraverso il gioco sono a disposizione di tutti e vengono conquistate anche attraverso i sensi: manipolare la sabbia, sbirciare dallo spioncino, gattonare dentro il tunnel, accarezzare i tessuti erbosi, percepire sotto i piedi materiali diversi, disegnare con i gessetti, pilotare la benna, bagnarsi con gli spruzzi d’acqua, stringere con la mano le foglie dell’acero “bambino”, scoprire con il tatto, con la vista o con l’udito la mappa del parco e la sua storia.

Paesaggisti Francesco Casola, Erica Gaiatto – Global Project Architettura Inclusiva

Laureati in Architettura allo I.U.A.V. di Venezia, avviano lo studio nel 2004 avvicinandosi subito alla progettazione accessibile e restandone affascinati. Progettare spazi pubblici e privati senza barriere architettoniche e inclusivi, e seguirne in prima persona la realizzazione in cantiere, ha portato lo studio a una specializzazione concreta, costantemente arricchita dal confronto con gli stakeholder. Lo studio è consulente di enti pubblici e privati in materia di accessibilità.